Un compost di qualità nasce da una raccolta consapevole

Un compost di qualità nasce da una raccolta consapevole. La corretta separazione degli scarti organici, a partire dalle abitazioni, consente di dare nuova vita ai rifiuti e di alimentare un ciclo virtuoso che restituisce sostanza e fertilità alla terra.

Un compost di qualità dipende da una corretta raccolta differenziata della frazione organica. Ogni giorno, milioni di tonnellate di scarti alimentari e vegetali vengono trasformati in una risorsa preziosa per il suolo, ma questo processo è ottimale solo in assenza di impurità. Infatti, la presenza di materiali non idonei come plastica, metalli, vetro o altri contaminanti, richiede ulteriori fasi di lavorazione nel processo di compostaggio, che si traducono in un maggiore consumo energetico e di conseguenza in un maggior impatto ambientale.

Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani 2024 (ISPRA), la raccolta dei rifiuti organici in Italia si attesta a quasi 7,5 milioni di tonnellate nel 2023. Il 68,4 % di questa quantità proviene dalla frazione “umida da cucine e mense” (circa 5,1 milioni di tonnellate), il 26,4 % da rifiuti biodegradabili da verde (quasi 2 milioni di tonnellate).

Per legge (UE), entro il 2025 almeno il 55 % dei rifiuti urbani, rispetto al valore attuale del 44%, dovrà essere riciclato o preparato per il riuso. Il 2025, quindi, è un anno chiave per raggiungere gli obiettivi fissati dalla direttiva UE in materia di rifiuti.

Cosa mettere nel contenitore dell’organico:

· avanzi di cibo, anche cotti (pasta, pane, verdure, frutta, legumi);

· fondi di caffè, filtri di tè e tisane;

· scarti vegetali del giardino (foglie, erba tagliata, piccoli rametti).

Cosa non va mai nell’organico:

· plastica, vetro, lattine e alluminio;

· posate, bicchieri e piatti non compostabili;

· olio esausto, mozziconi di sigaretta, polvere, sabbia per animali;

· pannolini, assorbenti, salviette umidificate;

· confezioni alimentari con pellicole o residui di plastica.

Perché la qualità conta

La corretta gestione della frazione organica consente di ridurre significativamente le emissioni di gas serra, limitando la produzione di metano e anidride carbonica legata ai rifiuti non differenziati.

Ogni cittadino, con un gesto quotidiano come gettare un avanzo di cibo nel contenitore giusto, partecipa concretamente all’economia circolare. Raccogliere bene l’organico significa chiudere il cerchio tra ciò che consumiamo e ciò che restituiamo alla natura.